progetto di integrazione ragazzi DOWN


progetto tikitaka

Progetto Sport   Salute Integrazione

Il progetto “Sport  Salute Integrazione” nasce dal connubio indissolubile che questi tre termini hanno .

Secondo il pensiero della nostra Associazione l’attività sportiva deve essere intesa come condivisione di tempo prima che di esaltazione delle proprie capacità fisiche e/o mentali, in quanto solo da una piena condivisione delle esperienze vissute si  può far nascere un vero benessere personale, fisico e mentale.

Prima di iniziare queste poche righe di presentazione della nostra Associazione e del percorso che intendiamo percorrere aderendo al progetto

TIKI TAKA EQUILIBERIDIESSERE

  vorrei iniziare con una citazione di Eugen Herrigel, un insegnante tedesco di filosofia, che decide di voler comprendere l’essenza della filosofia orientale.  Approfittando  di un periodo in cui gli viene affidata una cattedra in Giappone  si dedica all’apprendimento del tiro con l’arco, un’arte che diventa il tramite per entrare in contatto con questa dimensione totalmente altra rispetto a quella occidentale.

(cit) “Il tiro con l’arco non mira in nessun caso a conseguire qualcosa d’esterno, con arco e freccia, ma d’interno e con se stesso. Arco e freccia sono per così dire solo un pretesto per qualcosa che potrebbe accadere anche senza di essi, solo la via verso una meta, non la meta stessa, solo supporti per il salto ultimo e decisivo.”

Nell’immaginario comune della nostra società la parola ARMA evoca spettri come  Terrore, Violenza, Morte, ma è possibile invece sostituire gli spettri negativi con Gioia, Pace interiore, Vita serena; infatti, così come per il tiro con l’arco, anche il tiro a segno con carabine o pistole ad aria compressa può essere visto e vissuto pienamente cancellando dalla nostra mente l’idea di negatività che le armi nell’immaginario comune della nostra società portano con sè.

Perché praticare il tiro a segno?                                 

È cosa risaputa da molto tempo che focalizzare l’attenzione verso un preciso punto da raggiungere serve a scaricare la mente e le energie interne accumulate durante la nostra vita quotidiana. A differenza del tiro con l’arco dove la prestanza fisica gioca un ruolo fondamentale nel tendere l’arco e scoccare la freccia, l’attività da noi maggiormente praticata è in Bench rest, un tiro praticato in posizione seduta utilizzando appositi supporti per il sostentamento della carabina in perfetta posizione orizzontale. Eliminata quindi la componente prettamente fisica resta solo quella di concentrarsi e di focalizzare le energie verso il nostro obbiettivo.

In poche parole questa è la nostra tecnica.

Per prima cosa il tiratore deve entrare in piena condivisione con la propria attrezzatura di tiro, sperimentando un nuovo modo di approcciare gli utensili in uso, apprendendo che

anche senza l’uso degli  occhi il nostro corpo può percepire situazioni di equilibrio e posizionamento nello spazio e nei luoghi.

Successivamente deve gestire la propria postura al tavolo da tiro mettendo in atto strategie di posizionamento che gli conferiscano una sensazione di calma e benessere, dovrà imparare a gestire la propria respirazione, la concentrazione e  il coordinamento oculo manuale.

Accettazione del risultato ottenuto

Appresa la tecnica, il tiratore deve quindi individuare il proprio obbiettivo  e proiettare  il pallino di piombo espulso dalla canna della carabina verso il bersaglio. Da questa azione ne deriva un risultato che potrà essere sia positivo che negativo, ma potrà essere anche intermedio; il risultato però non cambia in alcun modo la chiave di lettura postuma all’evento in quanto ormai passato e quindi non più modificabile in alcun caso.

Ecco quindi che un nuovo schema mentale apre nuove situazioni, l’accettare sempre i propri risultati senza mai vederli come un pieno fallimento o un piena vittoria, ma solo una strada per cercare la gratificazione personale e la percezione di  se stessi.

Vi ringrazio del tempo da voi dedicato alla lettura di questa mia piccola presentazione delle attività da noi svolte e praticate e spero di vedervi numerosi durante la presentazione con prova, che effettueremo in concerto con le vostre associazioni afferenti al terzo settore.

Il Presidente    Marco Ghezzi

 

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